Non condivido e considero dannosa per Macerata la proposta del Terzo Polo che indica la vendita delle farmacie comunali come soluzione ai problemi economici dell’Apm e del Comune. Le farmacie comunali non si cedono, si riorganizzano. È vero che i risultati economici non sono soddisfacenti da anni, ma questo non può diventare il pretesto per rinunciare a un presidio pubblico che svolge una funzione sociale essenziale. Le farmacie comunali non sono un’attività commerciale qualsiasi: garantiscono accesso, equità, tariffe calmierate e un rapporto diretto con il sistema sanitario locale soprattutto con l’evoluzione della farmacia dei servizi e della telemedicina. Sono nate per tutelare i cittadini più fragili e questa missione è sempre più attuale. Sul piano economico, la proposta di vendita è debole e rischiosa. Una cessione genererebbe un’entrata una tantum, utile solo nell’immediato ma incapace di risolvere problemi strutturali. In compenso, il Comune perderebbe un asset strategico che oggi contribuisce alla patrimonializzazione di APM, e quindi dell’ente stesso. Ridurre il patrimonio di una partecipata significa indebolirne la solidità, diminuire la capacità di investimento futuro e privare il Comune di un bene che, se riorganizzato, può tornare a produrre valore economico e sociale. È una scelta che crea liquidità momentanea ma riduce stabilità e capacità di programmazione nel medio-lungo periodo. La strada giusta non è la dismissione, ma una gestione più moderna ed efficace. Serve intervenire sull’organizzazione, definire obiettivi chiari, valorizzare le professionalità che già operano nelle tre farmacie e farle lavorare come un’unica struttura coordinata. Le criticità non si risolvono cedendo un bene pubblico, ma migliorando la capacità gestionale e riportando il servizio alla sua missione originaria. Proporre la vendita delle farmacie significa voler rinunciare alla funzione sociale delle farmacie comunali e indebolire il patrimonio pubblico della città. Al contrario un servizio pubblico si difende rafforzandolo, non abbandonandolo.

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